mercoledì 11 gennaio 2012

E' uscito il primo numero di Società&Ambiente di Pantigliate


E' in distribuzione in tutte le caselle di Pantigliate il primo numero di "Società & Ambiente, Foglio di informazione e dibattito"

Nel primo numero troverete:
  • Eccoci
  • Monti: giù la maschera
  • Viaggio giornaliero della speranza
  • Parliamo di guerra
  • Città metropolitana

L'edizione elettronica è scaricabile da qui, per informazioni e contatti potete scrivere a sapantigliate@gmail.com
E' disponibile anche la pagina su Facebook con tutti gli aggiornamenti.

venerdì 30 dicembre 2011

PGT: pronti al contrattacco!


Il Piano di Governo del Territorio che la giunta guidata dal Sindaco Falletta sta per presentare ci preoccupa molto. A parole viene propagandato come un piano che non utilizza il Parco, in realtà mette pesantemente in rischio il futuro della nostra più importante risorsa. Il piano presenta una forte aggressività per quanto riguarda le strade andando a progettare una vera e propria tangenziale per Peschiera; diverse aree commerciali anche più estese dell'ultimo centro commerciale appena inaugurato e l'asfaltatura delle strade "bianche" che portano alle cascine. Sono tutti interventi che possono essere propedeutici a nuove costruzione: se ci sono le strade si possono fare anche le case (o peggio). Inoltre la grande area al centro cella nostra città è vista come un polo di sviluppo futuro di servizi, accentrati e non distribuiti sul territorio vicino ai cittadini. Questa impostazione di sviluppo ci preoccupa, per questo motivo abbiamo presentato le nostre osservazioni che mirano ad uno sviluppo compatibile con l'ambiente e alla mobilità sostenibile. Potete scaricare il documento da questo sito e farci sapere cosa ne pensate. Attiviamoci prima che sia troppo tardi!


domenica 18 dicembre 2011

PGT: Regalo di Natale

giovedì 24 novembre 2011

Oggi più che mai "IO NON CENTRO"!



Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo dire "avevamo ragione". L'apertura del centro commerciale sta dimostrando che questo sistema di sviluppo è sbagliato alla base. Già, è sbagliata l'area, e sono sbagliati i modi e le scelte fatte. Oggi
mancano le strade, ed il centro ha aperto lo stesso: rotonda di via Di Vittorio
bloccata dal 24 mattina, entrata ed uscita difficoltose, parcheggi insufficienti
, risse sfiorate e soprattutto vigili urbani e forze dell'ordine locali impegnati in massa nel "gestire" (eufemismo!) il traffico. Chi paga tutto questo? L'Ipercoop? No, non si può arrecare danno commerciale. Paghiamo noi! Come sempre. Speriamo solo che i tanti cittadini che sentiamo lamentarsi in questi giorni si ricordino di questi fatti anche quando andranno a votare: già, perché non sono cose
distinte le scelte che si fanno ed i simboli che si presentano. Per il centro commerciale, come per i quasi tutti i grandi affari, si è formata una grande maggioranza, che va dal PDL al PD, con Lega Nord e SEL fedelmente al seguito. Fanno finta di urlarsi addosso le colpe, ma tutti si inchinano agli operatori, svendendo il nostro territorio, in nome soltanto del "bipolarismo degli affari!.

IO NON CENTRO!

domenica 20 novembre 2011

Apertura del centro commerciale: TENIAMOCI IL TRAFFICO!

La “grande opportunità” per Peschiera è arrivata: il centro commerciale Ipercoop aprirà il 24 novembre. Peccato che dietro la “grande opportunità” si ipotizzava una rivoluzione della viabilità per la città e per i dintorni, per lo meno così ci raccontava l’allora assessore all’urbanistica Chiapella, tanto che nella delibera si prevedeva contemporaneità tra apertura del centro e nuove strade di raccordo.
Film già visto: lo stesso schema era stato scritto per la Tangenziale Esterna Milano (TEM), che avrebbe dovuto inaugurare i lavori contestualmente al prolungamento della metropolitana 3 fino a Paullo. A breve partiranno i cantieri della TEM, ma neanche 1€ (un euro!) stanziato per il progetto di metropolitana…e tra l’altro quasi non c’è più spazio per farla passare.

Settimana prossima aprirà il centro dell’Ipercoop: le strade di raccordo non sono terminate, anzi sono a malapena cominciate, tanto che gli abitanti di via Giusti non sanno più da parte che devono entrare per tornare a casa. E il traffico? E i cittadini, lavoratori pendolari che devono andare a lavorare e tornare a casa? Chi si importa, qua ci sono grandi affari da fare…le piccole cose non contano!

Ed è così che il consiglio comunale di Peschiera Borromeo ha deliberato (giovedì 17/11, ovvero a 7 giorni dall’apertura) il via libera, con la sola condizione che il sopralluogo dei tecnici comunali (entro il 21/11) non rilevasse anomalie. Ma secondo voi può esistere su questo pianeta un tecnico comunale che avrebbe il coraggio di rilevare anomalie in una situazione di questo tipo? Forse neanche un terrorista di Al Qaeda votato all’attentato suicida!
E chi andrà fra 6 mesi a controllare se le strade saranno effettivamente terminate o se gli accordi del protocollo sulle assunzioni e sui posti di lavoro sarà rispettato?
Intanto gli inviti all’inaugurazione e la pubblicità erano già pronti e distribuiti. Ma perché dovete sempre e per forza prenderci in giro (per non usare espressioni volgari)?

Era evidente già in primavera che non ci fossero i tempi per terminare le strade: perché non si è cominciato allora un confronto con i costruttori ed i gestori del centro, per evitare di arrivare in una situazione tragicomica ed irrimediabile? Questa la responsabilità dell’attuale Sindaco che, per la verità, si è trovato in mano una patata bollente, ma a conti fatti ha ceduto ai poteri forti.

E che tristezza in consiglio comunale dove i rappresentanti della passata Amministrazione hanno urlato contro il Sindaco per cercare di spostare solo su di lui le responsabilità, ma alla fine hanno di fatto avvallato la scelta di apertura del centro ad ogni costo (peraltro loro ed unico interesse dal lontano 2006). E bisogna dare il merito all’Amministrazione di centro-destra di essere riuscita con questa delibera di aver messo d’accordo PD (Ortugno) e BD-SEL (Colombo) che, coperti nei numeri del voto da una maggioranza rassegnata, hanno potuto abbandonare l’aula prima del voto finale, perché il loro “SI” convinto all’apertura del centro commerciale non si poteva mischiare con quello della maggioranza, come abitudine consolidata nell’era dell’alternanza e del rispettivo gioco delle parti. Alla fine, dopo gli screzi personali e le scissioni, sui grandi progetti mostrano ancora condivisione…è questo quello che conta!
L’importante è che l’Ipercoop apra e che l’economia sia salva!

E la maggioranza? Tutti contrari al centro, “non l’abbiamo voluto noi”, però alla fine ha dato compatta il via libera, compresa la Lega Nord, che nel 2006 era anche scesa in piazza contro il centro proprio per i supposti problemi di viabilità.
Contrari all’apertura si sono schierati solo Brunet (PRC-S&A) e Chiodo (gruppo misto – FLI).

Purtroppo a molti cittadini non resta che imprecare dentro le loro macchine imbottigliate nel traffico della Paullese, battendo i pugni sul volante, perché anche loro sono in parte responsabili: in primo luogo per aver scelto, al momento del voto le finte alternative dell’esistente (di fronte ai grandi interessi agiscono tutti allo stesso modo), ed in secondo luogo per non aver adeguatamente sostenuto la battaglia contro il centro.
Alla fine a pagare sono sempre gli stessi, ma chi ha sostenuto con coerenza e costanza questa battaglia potrà sempre dire, a testa alta…IO NON CENTRO!

lunedì 31 ottobre 2011

S&A n.22 - Nuovo numero in distribuzione

E' in distribuzione il nuovo numero di Società & Ambiente in tutte le caselle che riusciremo a raggiungere. Chi non lo avesse ricevuto lo può richiedere via email sia in versione digitale che cartacea.

In questo numero:
  • L'alternanza del fallimento
  • Sinistra, ecologia e... palazzanari
  • Notem Simetro
  • Pantigliate e il Parco Sud
  • Ripartire a Mediglia
  • PGT: tempo di raccolta o di semina?
  • Il metodo degli amichetti
  • Biogas
  • Lettere a S&A
  • Non stiamo facendo niente...
  • Addio mamma





mercoledì 19 ottobre 2011

Piani regolatori a crescita zero

Sul Corriere della Sera è apparso un interessante articolo di Giovanna Maria Fagnani sui comuni a "consumo zero" del territorio. Riportiamo il testo, mentre l'originale è qui.

I Comuni che dicono «basta così»
Piani regolatori a crescita zero

Stop a permessi per costruzioni su terreno vergine o varianti per rendere edificabile un terreno agricolo

MILANO - Un nuovo quartiere di villette che porta in dote al Comune una strada e due rotonde. Oppure un centro commerciale che frutterà una pista ciclabile, una piscina, magari un asilo. Come si comportano i Comuni, quando non hanno abbastanza soldi e hanno bisogno di opere pubbliche? Quasi sempre cercano di ottenerli con gli oneri di urbanizzazione. In Lombardia, invece, c'è chi ha fatto una scelta controcorrente. Sono i Comuni di Cassinetta di Lugagnano, Solza, Pregnana Milanese, Ozzero e Ronco Briantino. Questi cinque centri, tutti sotto i 10 mila abitanti, hanno adottato un piano regolatore «a crescita zero». Ovvero, un piano che non concede più costruzioni su terreno vergine, né permette di fare varianti per rendere un terreno agricolo edificabile. Si può costruire solo sull'esistente o sulle aree dismesse e si fanno eccezioni solo per le aziende situate nella zona industriale e che abbiano necessità di espandersi, perché questo giova al mercato del lavoro.

STOP ALLE COSTRUZIONI – Pioniere in questo campo è stato il Comune di Cassinetta di Lugagnano, piccolo centro di 1.800 abitanti sul Naviglio Grande, nel Parco del Ticino. Qui il piano di governo del territorio (Pgt) «a crescita zero» è in vigore dal 2007. «Volevamo svincolare il futuro del nostro territorio dalle esigenze di bilancio. In Italia la pianificazione urbanistica è pressoché assente, e dove non vi sono regole a garanzia dell’interesse collettivo, prevalgono gli interessi di pochi, di chi domina il mercato», spiega il sindaco e blogger Domenico Finiguerra, che in questi anni si è dedicato anche alla fondazione di un movimento nazionale contro il consumo di territorio. «È un meccanismo deleterio, che permette di finanziare i servizi ai cittadini con l’edilizia. Si tratta però di entrate una tantum e siccome il territorio non è infinito, prima o poi termineranno».

RISPARMIO, GARE E MATRIMONI – Ma come si fa a tenere in piedi un bilancio rinunciando a una fonte di introito così importante? Con rinunce a ciò che non è indispensabile (niente staff per il sindaco, niente auto comunali, niente eventi se non sono sponsorizzati) e poi dedicando molto tempo alla stesura di progetti per la partecipazione a bandi di finanziamento pubblici e privati. «Solo per la nuova scuola dell’infanzia abbiamo acceso un mutuo da un milione di euro, coperto con l'aumento di un punto dell’Ici sulle seconde case, sui capannoni e sulle attività produttive. Una sorta di tassa di scopo», spiega Finiguerra. La fonte di introito più originale a Cassinetta è però quella dei matrimoni: in Comune ci si può sposare anche a mezzanotte, e sindaco e consiglieri vanno a celebrare le nozze ovunque gli sposi vogliano: il paese è pieno di ville settecentesche sul Naviglio che possono essere affittate per il ricevimento. Ovviamente, le tariffe sono elevate, ma questo ha portato nelle casse comunali quasi 20 mila euro l'anno scorso.

LE CRITICHE E IL PARERE DEI COSTRUTTORI – «Un piano simile può tenere in piedi un paesello, ma non può funzionare in una città». È un piano «bello nell'idea, ma irrealizzabile». «È solo una moda che passerà». Queste le critiche più frequenti che i Comuni si sono trovati ad affrontare. Anche la Provincia di Torino, tuttavia, ha recentemente adottato un piano territoriale di coordinamento provinciale (l'equivalente del Pgt, ma a livello di provincia) che cerca di limitare il consumo di suolo e norme simili sono la normalità in Germania. «Se lo fa Monaco di Baviera non vedo perché non può riuscirci una città italiana», ribatte Finiguerra. «È un tentativo di frenare la conurbazione, che invece nei dintorni di Milano sta diventando un fenomeno inarrestabile». D'altronde, sulla necessità di frenare la conurbazione è intervenuto più volte anche il presidente dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Paolo Buzzetti. «Vi è bisogno di una visione strategica a medio-lungo termine dello sviluppo del territorio urbano», ha spiegato Buzzetti agli stati generali delle costruzioni. «Occorrono nuovi meccanismi urbanistici che rendano possibili, anche da un punto di vista economico, le operazioni di riqualificazione urbana, gli interventi di demolizione e ricostruzione e di sostituzione. E considerata la scarsezza di risorse pubbliche devono, per forza, rinvenirsi processi virtuosi con il coinvolgimento dei privati». In pratica, è necessario «il passaggio da una cultura di espansione a una cultura di riqualificazione». Sempre secondo l'Ance, il 2010 ha segnato per il terzo anno consecutivo una riduzione nel settore delle costruzioni, che dal 2008 a oggi ha perso il 17 per cento del mercato.

IL MOVIMENTO «STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO» - In Italia spariscono ogni anno 500 chilometri quadrati di suolo. Inoltre, si stima che esistano almeno 2 milioni e mezzo di case vuote. Sulla base di questi dati è nato il movimento nazionale Stop al consumo del territorio, la cui assemblea costituente si terrà sabato 29 ottobre a Cassinetta di Lugagnano. Al movimento aderiscono molte associazioni, tra cui anche Slow Food. L'obiettivo è lanciare la campagna «Salviamo il paesaggio» con anche una proposta di legge popolare per cambiare le cose.

18 ottobre 2011 Giovanna Maria Fagnani




venerdì 30 settembre 2011

lunedì 4 luglio 2011

Facciamoci la FESTA!!!


SOCIETA' & AMBIENTE di Peschiera Borromeo aderisce alla festa organizzata dalla FEDERAZIONE DELLA SINISTRA del SudEst Milano. Con anche la partecipazione del PRC di Paullo e Peschiera Borromeo, di Società & Ambiente di Pantigliate, di Sinistra per Mediglia si terrà a

Peschiera Borromeo
dal 20 al 24 Luglio
al Campo Sportivo “Paolo Borsellino”, in via Carducci (clicca qui per la mappa)

Cinque giorni di festa con ristorante e pizzeria dalle 19.00, bar con aperitivo dalle 19.00, dibattiti, musica dal vivo, banchetti delle associazioni, giochi, mercatini e molto altro!



Per prenotare tavolate chiama il numero: 3480161051
Per info contatta l’indirizzo email: fds.sudestmilano@gmail.com
Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero e sono disponibili piatti vegetariani

“Quindi, a cosa serve l’utopia?
Serve a questo: a camminare”
Eduardo Galeano

domenica 3 luglio 2011

COMPLICI O INNOCENTI?

IL CALCIO,LO SPECCHIO DELLA SOCIETA'

Chissà come andrà a finire?!? Io una mezza idea ce l'ho; E' una specialità della “casa Italia”....
Annunciare lo scandalo,fingere di essere meravigliati in modo da sembrare il più credibili possibile,gridare forte nomi e cognomi, e poi?? E poi calare il sipario con un bel brindisi a tarallucci e vino!! Scommettiamo???
Ma andiamo per ordine. Innanzitutto partiamo dal fatto che ci troviamo in pieno Luglio e quindi nel pieno del calcio-mercato; sappiamo tutti perfettamente che niente ha più valore per l'essere umano in questo periodo dell'anno, nemmeno per esempio la situazione socio-politica in cui versa il nostro paese...
Non c'è fidanzato/a o moglie, non c'è nessun premio in ambito professionale e nemmeno nessun viaggio di piacere che possano farci godere più dell'acquisto da parte della propria squadra del cuore, dell'ultimo adolescente brasiliano di cui una volta hanno fatto vedere un gol bellissimo alla Tv. Non c'è cifra!!!
E delle partite vendute, dei falsi in bilancio e soprattutto delle centinaia di società sportive (specie in Lega Pro) che falliscono niente, neanche una parola. Società storiche ,e i suoi sostenitori, abbandonate a se stesse, lasciate scomparire piano piano nel silenzio più totale o magari con un trafiletto minuscolo nelle ultime pagine dei quotidiani sportivi , in modo che così potranno dire: “ noi ce ne siamo sempre occupati”. Falsi!!
No non importa a nessuno di tutto ciò, tutto può succedere ma non permettetevi di fermare il campionato di serie A , qualunque cosa accada. Il “mondo del calcio” ,ma non solo, basti pensare agli scandali del doping che hanno coinvolto sport come ciclismo, nuoto e atletica leggera, è sempre stato poco trasparente e ha sempre subito forti pressioni. Pensiamo ai due mondiali vinti dall'Italia in pieno periodo fascista, o al caso dell'allora presidente del Milan Farina che fece retrocedere in serie B la squadra rossonera, al calcio scommesse degli anni 80 con gli arresti avvenuti in campo durante le partite,ai due scudetti vinti dalle squadre romane nell'anno del Giubileo, fino ad arrivare alla cosiddetta “Calciopoli” degli ultimi anni. I padroni del pallone sono riusciti a far disputare una finale di coppa dei campioni mentre sugli spalti e fuori dal campo giacevano 39 morti. Nonostante tutto questo ogni anno le Tv a pagamento e i suoi abbonati, così come le società di scommesse e i suoi clienti, aumentano di numero esattamente come aumentano i divieti e le restrizioni per quei pochi a cui le partite piace ancora vederle dal vivo magari sostenendo la propria squadra e i suoi colori (STRANA GENTE VERO!!). E allora buon campionato a tutti nella speranza che i risultati di quella schedina che avete in tasca che avete giocato alla Snai siano gli stessi giocati da calciatori,dirigenti e da tutte quelle brave persone che hanno già deciso come andrà a finire.